Educare cristianamente le ragazze non agiate, oppure povere ed abbandonate per avviarle alla moralità, alla scienza e alla religione sotto la direzione delle suore dette Figlie di Maria Ausiliatrice”, è la finalità esplicitata da Don Bosco nella lettera al Vescovo di Aqui (AL) nell’agosto 1876 per ottenere l’approvazione diocesana delle FMA fondate quattro anni prima a Mornese in Piemonte. Don Bosco nel 1880 viene in visita a Napoli, ma soltanto dopo 25 anni vi giungono le Suore. Le FMA iniziarono infatti la loro opera educativa all’inizio del ‘900 quando Napoli divenne il centro di smistamento del flusso migratorio. Su richiesta dell’Italica Gens, le Superiore accettarono la direzione del segretariato in Via Marina, inviando le suore a seguire le pratiche per le partenze nel porto partenopeo, assistere le donne, le ragazze e le fanciulle per le visite mediche ed eventualmente anche nella fase di attesa o di ritorno a casa. Tale istituzione, col mutare dei tempi, si trasformò, nel secondo dopoguerra, in orfanotrofio ed in convitto per le universitarie, in Via Paladino, 20 (vicino la sede dell’Università). Nel 1925 le FMA assunsero anche la direzione del Convitto degli Istituti Riuniti di Educazione Femminile a favore delle giovinette di nobile condizione rimaste orfane e prive di patrimonio, sito in Piazza Bellini. L’opera fu chiusa negli anni ’70. Un’altra opera aperta a Napoli negli anni ’20 fu il Convitto per operaie “La Viscosa”, sito nel quartiere di S. Giovanni a Teduccio, nei pressi dell’omonima fabbrica. Le suore offrirono educazione cristiana e scolastica alle operaie. Quest’opera fu chiusa col mutare dei tempi e con la trasformazione subita dall’industria. Mentre la direzione dell’Orfanotrofio di S. Anna all’Arenella, aperta il 9 dicembre 1901, era ancora affidata alle FMA e si andavano incrinando i rapporti con la sig.ra Stampa proprietaria della struttura ospitante e benefattrice, le FMA diedero inizio ad un’altra opera nel villaggio del Vomero, precisamente in Via Bernini, Palazzo Minutelli (6 stanze al 1° piano) di fronte alla Parrocchia di San Gennaro dove le suore avrebbero trovato un’iniziale dimora per riprendere il loro apostolato. Il 18 maggio 1905 tre suore con sr Maria Genta direttrice, iniziarono l’opera.Nonostante la povertà degli inizi, per desiderio del parroco Don Giovanni Varriale, le suore si occuparono “di istruire nella religione le povere fanciulle”. Ormai insufficienti le stanze in Via Bernini, nel 1908 le FMA si trasferirono in un altro edificio, l’antica Villa Pietracatella, in Via Alvino, 9 (la sede dell’attuale Istituto), i cui locali erano di proprietà della signora Maria Scialoja in Martorelli. Il primo successore di Don Bosco, don Michele Rua, in visita a Napoli il 12 dicembre 1907, invitato a benedire il nuovo locale, accettò volentieri e formulò “l’augurio che il Palazzo Martorelli fosse presto e interamente della Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice”. Ivi furono attivate le seguenti opere: asilo infantile, scuola elementare, Istituto Magistrale nel 1935 con parifica, educandato, l’oratorio, catechesi parrocchiale. Nel tempo la domanda di accoglienza nell’educandato è venuto meno, mentre le altre opere e ordini di scuola sono stati potenziati e arricchiti.